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Elezioni Olanda: Daniele Scalea, “si va verso polarizzazione politica a discapito dei partiti tradizionali”

Fonte: Rtv San Marino, 15 marzo 2017

 

Dopo la Brexit la UE teme un nuovo scossone, alla vigilia delle decisive elezioni in Francia. L’incubo di Bruxelles, oggi, si chiama Geert Wilders, definito genericamente populista, dai media. In realtà il suo Partito per la Libertà propone una ricetta ultraliberista in economia, e giustifica l’opposizione, all’immigrazione dai Paesi islamici, con la necessità di tutelare il laicismo olandese. Caratteristiche peculiari che lo differenziano dai movimenti sovranisti, dati in forte crescita. Resta tuttavia il filo rosso dell’euroscetticismo; ed è per questo che le legislative in corso sono considerate un nuovo test per l’UE. L’affluenza alle urne è in leggera crescita. I sondaggi, per quel che valgono, danno in vantaggio di un’incollatura l’attuale premier conservatore Mark Rutte, protagonista in questi giorni di un duro scontro diplomatico con Erdogan, dopo aver negato i comizi elettorali a due ministri di Ankara. Ma anche se quello di Wilders dovesse risultare il primo partito; le possibilità, per lui, di formare un Governo – sottolinea Daniele Scalea – sarebbero nulle, alla luce del sistema proporzionale olandese e dell’isolamento politico nel quale si trova il Partito per la Libertà.

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L’ONU da Ban Ki Moon a Guterres – Daniele Scalea a Rtv San Marino

Daniele Scalea è stato intervistato da Gianmarco Morosini per Rtv San Marino a proposito dell’avvicendamento alla Segreteria Generale delle Nazioni Unite, passata da Ban Ki Moon a Antonio Guterres.

L’intervista può essere riascoltata cliccando qui.

L’elezione di Ban Ki Moon, ha spiegato Scalea, fu promossa dagli Usa che all’epoca, guidati da Bush, desideravano qualcuno meno protagonista di Kofi Annan alla guida dell’Onu. Ban Ki Moon è stato infatti più deferente verso il Consiglio di Sicurezza, ma non ha mancato di discostarsi dalla linea di Washington su varie questioni (dal riscaldamento climatico al Darfur, dall’Iran alla Libia). Il Segretario Generale dell’Onu, ha proseguito Scalea, è sempre un candidato di compromesso, poiché vince chi non ottiene veti dalle cinque potenze che ne dispongono. Lo stesso dicasi per Antonio Guterres, sebbene la Russia avrebbe preferito un altro candidato. Guterres si distingue dai predecessori per essere non un diplomatico ma un politico di formazione: già primo ministro del Portogallo e presidente dell’Internazionale Socialista, si preannuncia più protagonista del predecessore soprattutto sul tema dei rifugiati e dell’immigrazione.