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Centro studi Machiavelli: un nuovo think tank per capire la nostra epoca

Fonte:Il Conservatore“, 23 marzo 2017

 

A inizio anno è nato un nuovo think-tank che si propone di diffondere il pensiero conservatore in Italia: il Centro Studi Politici e Strategici “Machiavelli”. I promotori sono Daniele Scalea e Dario Citati. Abbiamo intervistato Daniele Scalea per saperne di più.
Come ci può riassumere la missione del Centro Studi Politici e Strategici “Machiavelli”?
In poche parole, col suo motto: Suadere atque agere ossia “Consigliare e agire”. In quanto think-tank vogliamo produrre pensiero, idee, analisi, ma farli fruttare in un costante dialogo coi decisori politici e con la società civile. Ci troviamo in un’epoca in cui non mancano dati e informazioni; manca semmai la loro organizzazione in discorsi coerenti e manca il passaggio alla messa in pratica, a quelle scelte coraggiose che l’attuale fase critica richiede.
Com’è nata l’idea di lanciare questo nuovo think-tank?
Ci è sembrato evidente che settori sempre più ampi della popolazione, talvolta in grado di risultare maggioritari (pensiamo agli esiti referendario in Gran Bretagna ed elettorale negli Usa), abbiano ormai uno scollamento totale sia dalla politica “tradizionale”, sia soprattutto dalla narrazione oggi egemone in Occidente: quella del progressismo multiculturale, internazionalista e politicamente corretto. Crediamo che quest’ondata vada non ignorata o repressa, ma governata: potrebbe spazzare via costruzioni ideologico-politiche che non hanno più nulla di positivo da dare, e lasciare un terreno fertile per edificare qualcosa di nuovo.
Come descrive l’orientamento del think-tank?
L’orientamento del Machiavelli è quello di un conservatorismo al passo coi tempi. Ciò che vogliamo conservare è lo Stato sovrano come luogo della democrazia; è la libertà d’esprimere opinioni altre rispetto a quelle accettate dal discorso egemone; è l’identità nazionale come fondamentale collante che garantisca pace, ordine e solidarietà all’interno del corpo sociale; è la tradizione come fonte di etica e ordine, che possono evolvere ma non vanno stravolti dall’oggi al domani, con leggerezza; è il merito come solo fondamento di gerarchie sociali non immutabili. Si tratta di princìpi che sono sotto attacco da parte della cultura progressista egemone, oppure messi in crisi dalle storture dell’attuale sistema socio-economico. Tali storture ci sono ben presenti: non ci sentiamo infatti parte di un conservatorismo gretto, difensore a prescindere anche di ciò che non funziona. Al contrario, la Destra deve far propri certi temi sociali, a maggior ragione nel momento in cui la Sinistra sta abbandonandoli a vantaggio di nuove parole d’ordine, ambientaliste, “civiche” e transnazionaliste. Industrialismo e fair trade sono idee-guida che possono dare nuovo slancio al conservatorismo in campo socio-economico.
Durante la presentazione del Centro Studi Machiavelli, avete sottolineato la vostra indipendenza dai partiti. Qual è il vostro rapporto con il mondo della politica?
Non abbiamo nulla contro partiti e politici, coi quali infatti dialoghiamo volentieri; semplicemente facciamo due lavori diversi. A noi il compito di creare idee e progetti, a loro quello di tradurli in atto. In particolare, pensiamo di poter avere un ruolo positivo in un momento in cui il Centro-Destra italiano sta affrontando una duratura crisi d’identità, progettualità e coesione. Ciò è imperdonabile che avvenga proprio quando si assiste a un generale spostamento dell’opinione pubblica occidentale verso Destra. Senza esagerare il nostro ruolo, confidiamo di poter dare utili spunti per rifondare l’identità del Centro-Destra italiano.
Quali sono i vostri progetti principali per i prossimi mesi?
In questo momento stiamo lavorando in particolare alla definizione di una piattaforma ideale e progettuale sovranista. Si parla molto di sovranità e sovranismo, ma è necessario corroborare le dichiarazioni di principio con proposte e progetti realistici circa i grandi problemi del futuro dell’Ue e del controllo dei confini (non solo rispetto agli spostamenti disordinati di masse di persone, ma anche a quelli di capitali e strumenti di produzione). Nel contempo la nostra attenzione è concentrata anche su quanto sta avvenendo negli Usa, con la sorprendente ascesa alla Presidenza di Donald Trump, la quale apre scenari inattesi per il conservatorismo europeo. Il 29 marzo avremo infatti ospite, al nostro secondo convegno, Thomas D. Williams, il corrispondente a Roma di Breitbart, sito noto per il suo fondamentale appoggio alla campagna elettorale di Trump e come fucina di talenti oggi impiegati nell’Amministrazione (a partire dal chief strategist Steve Bannon). Con Williams parleremo in particolare di media e informazione, tra fake news e censura.
 Valentina Pudano