Brexit: nel Regno Unito ha vinto il “Take control”

Fonte: L’identità di Clio

 

Il voto referendario sulla Brexit può segnare il riflusso della marea europeista: una pietra miliare nella storia continentale, più ancora del voto francese e olandese che bocciò la costituzione europea. Allora i cittadini di due Paesi fondatori della comunità europea, assieme alla crocetta sulla scheda marcarono anche il passaggio da un diffuso euro-ottimismo al prevalere dell’euro-scetticismo. I dirigenti continentali hanno comunque cercato di portare avanti una maggiore integrazione, ma l’hanno dovuto fare scontrandosi con lo scetticismo delle popolazioni che, tramite lo strumento democratico, ha influenzato le varie dirigenze nazionali.

Il voto pro-Brexit è diverso, più rivoluzionario, di quello franco-olandese contro la costituzione europea. All’epoca i cittadini votarono per il mantenimento dello status quo: è vero che si espressero contro un moto inerziale pluridecennale che tendeva all’Europa unita, ma solo per bloccarne l’avanzamento e non per distruggere ciò ch’era stato edificato fino allora. I cittadini britannici, invece, hanno votato contro lo status quo, per il disfacimento del vecchio e per l’emergere del nuovo.

L’hanno fatto malgrado le terribili minacce paventate dal fronte pro-UE, le cui apocalittiche previsioni sono solo in parte mera propaganda. È infatti vero che grandi sfide attendono chi abbandona la nave ammiraglia dell’Unione per imbarcarsi in solitaria. Sfide che, come hanno insegnato Toynbee, Braudel o Cipolla, sono nel contempo pericolo e opportunità. Il motto della campagna pro-Brexit è stato: “Take control”. Non più controllati da una lontana e ineffabile dirigenza a Bruxelles, ma padroni del proprio destino. I Britannici vogliono scegliere loro la rotta, consapevoli che non necessariamente lo faranno meglio degli euro burocrati: ma se devono fallire, vogliono fallire da soli, e se si può avere successo, vogliono approfittarne al massimo.

Una scelta opinabile, ma indubbiamente coraggiosa. Solo i Britannici in Europa potevano prendere una scelta del genere. Solo loro, forti della fiducia derivante dall’essere un popolo invitto in guerra, sfuggito agli assalti di nemici tra i più temibili della storia, capace di costruire uno dei maggiori imperi del mondo, con un orgoglio e una dignità nazionali intaccati ma non ancora crollati – solo loro, i Britannici, potevano abbandonare la deprimente ma rassicurante bonaccia europea per far rotta verso la tempesta, verso i venti impetuosi che possono mandarti a fondo o portarti molto, molto lontano.

Ora che i Britannici hanno dimostrato che si può ancora avere coraggio in Europa, altri popoli potrebbero seguirli. A prescindere che la loro decisione sia buona o cattiva, sta tornando in Europa l’ora delle decisioni.

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