Contro i contestatori “à la page” del suffragio universale

Fonte: L’Huffington Post

 

Recentemente il Washington Post ha pubblicato un articolo intitolato We must weed out ignorant Americans from the electorate: “Dobbiamo eliminare gli americani ignoranti dall’elettorato”. Il contenuto: uno degli ormai frequenti lamenti sul fatto che persone giudicate “ignoranti” godano del diritto di voto.

Nell’Ottocento, chi si opponeva all’allargamento del suffragio pur dichiarandosi “liberale” chiamava in causa un argomento fondamentale: una persona non istruita e “irresponsabile” (ossia che, non lavorando in proprio, non rischiava di subire in maniera diretta gli effetti delle sue scelte) non poteva far parte del corpo elettorale. Oggi, altri intellettuali che si continuano a definire “liberali” parlano apertamente di restringere il suffragio escludendo “ignoranti” e “irresponsabili”.

Oggi come nell’Ottocento, è più probabile che “l’ignorante” (poco istruito) o “l’irresponsabile” (il disoccupato) appartengano ai ceti inferiori. È del resto intuitivo, che voler restringere il diritto di voto sia una sorta di “guerra di classe” condotta dall’alto. Il problema dello scadimento di contenuti nella politica occidentale è reale. Ma la soluzione non è abolire la democrazia a vantaggio di un’oligarchia di censo. La soluzione è ricominciare a investire nell’acculturazione di massa – che non è “laurea per tutti” né è “propaganda”.

È pretestuoso che oggi gli intellettuali se la prendano con l’elettore ignorante, quando l’informazione offre telegiornali infarciti di gossip e cronaca nera, quando la scuola diviene volutamente non selettiva in base al merito, quando gli editori pubblicano prevalentemente libri di attori/calciatori/soubrette, quando la tv anche pubblica (là dove c’è) investe sui “programmi dei pacchi” e affini.

Sono gli intellettuali ad aver abdicato al loro ruolo sociale per farsi giullari, prostituendosi al potere che gli richiedeva di dare solo circenses al popolo; e ora voler punire il “demos” per questo è solo l’ennesima, prevedibilissima, infame “trahison de clercs”.

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