Datagate: tutto cominciò in una “Camera Nera”

Tratto da L’Huffington Post, 25 ottobre 2013

 

In principio fu la “Camera Nera”, Black Chamber. Un ufficio appositamente creato nel 1919 da esercito e dipartimento di stato, aveva il compito di intercettare e decriptare le comunicazioni diplomatiche straniere. Funzionò fino al 1929.

Durante la seconda guerra mondiale, prima ancora che gli USA entrassero in guerra, l’FBI metteva sotto controllo la corrispondenza privata di cittadini e residenti d’origine giapponese, italiana o tedesca. Il presidente Roosevelt, dal canto suo, aveva chiesto all’FBI di schedare tutti i cittadini che mandavano alla Casa Bianca lettere critiche verso di lui, o di sostegno a Charles Lindberg. In una sorta di curioso contrappasso, i suoi successori alla presidenza fecero mettere sotto controllo la moglie Eleanor Roosevelt, sospettata di “comunismo”.

In quegli anni nacque l’AFSA, presto diventata NSA: un’apposita agenzia per la raccolta d’informazioni d’intelligence. Furono allora lanciati due progetti: SHAMROCK (il controllo di tutti i telegrammi che transitavano per la Western Union, allora pressoché monopolista in quel genere di comunicazioni) e MINARET (l’intercettazione di ogni comunicazione riguardante un numero selezionato di cittadini statunitensi, fra cui attivisti per i diritti civili dei neri come Martin Luther King e Whitney Young, ma anche sportivi come Muhammad Alì, politici e giornalisti).

La CIA, pur essendo per statuto votata allo spionaggio e controspionaggio con l’estero, negli anni ’60 lanciò in patria le operazioni clandestine CHAOS (300.000 attivisti del movimento studentesco messi sotto sorveglianza), MERRIMAC (infiltrazione del movimento contro la guerra in Vietnam) e RESISTANCE (schedatura degli studenti universitari dissidenti).

L’attività di questi programmi di spionaggio interno venne alla luce quando scoppiò lo scandalo Watergate, e fu investigato dal Comitato Church (1975) – il quale scoprì, tra le altre cose, che tutti i presidenti da Roosevelt in poi (chi più chi meno) avevano sfruttato l’intelligence nazionale per raccogliere informazioni su loro avversari politici. Ciò portò alla legge FISA del 1978, che mirava a limitare e regolamentare la raccolta di notizie d’intelligence.

Alla fine degli anni ’80 un’altra operazione segreta venne a galla: ECHELON, lanciato negli anni ’60 dai paesi anglosassoni (USA, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda). ECHELON è un sistema d’intercettazione dati su scala globale, capace di leggere comunicazioni telefoniche, Internet, satellitari e a onde corte. La rivelazione della sua esistenza è avvenuta a opera dei giornali, con informazioni non verificate e parziali, e ciò spiega perché, malgrado la sua supposta portata, il programma ECHELON non abbia destato grandi proteste nel mondo.

La più autorevole conferma ufficiale della sua esistenza è giunta finora da un’indagine del Parlamento Europeo, secondo cui ECHELON sarebbe usato dai paesi anglosassoni per intercettare comunicazioni non solo d’interesse militare e diplomatico, ma anche commerciale.

Dopo l’11 settembre 2011 i vincoli della FISA sono stati notevolmente alleggeriti facendo leva sull’eccezione della “lotta al terrorismo”. Il presidente Bush Jr. lanciò un President’s Surveillance Program per schedare le comunicazioni e le transazioni finanziarie dei residenti statunitensi. Ufficialmente scaduto nel 2007, in base alle rivelazioni di Snowden il programma è proseguito clandestinamente, anche sotto il presidente Obama, col nome in codice STELLARWIND.

I documenti sottratti e pubblicati da Snowden hanno però portato alla luce altri programmi gestiti dalla NSA. Il primo è noto come PRISM: lanciato nel 2007, consiste in una massiccia intercettazione, acquisizione e archiviazione dei dati che nel mondo viaggiano su Internet. L’enorme capacità di PRISM si fonda in primo luogo sul fatto che la maggior parte delle comunicazioni Internet transitano per gli USA, e sulla collaborazione garantita da diversi soggetti privati come Microsoft, Google e Facebook. MAINWAY è invece un database contenente gli estremi di centinaia di miliardi di telefonate passate per i quattro principali operatori statunitensi.

Snowden ha svelato anche un programma analogo gestito dal GCHQ, corrispondente britannico della NSA. Noto come TEMPORA, consiste in un’operazione clandestina di sorveglianza elettronica. A quanto si sa, la storia della navigazione Internet e i contenuti di messaggi privati d’un numero non precisato di persone nel mondo (ma più ampio di quello interessato da PRISM) sono archiviati e studiati da 550 agenti britannici e statunitensi. Tali dati sarebbero accessibili a circa 850.000 persone dotate dei permessi necessari.

Fin dalle prime rivelazioni di Snowden, si è saputo che solo una piccola parte delle informazioni clandestinamente intercettate dagli USA riguardava propri cittadini, ma è in questi giorni che sta uscendo pienamente allo scoperto la portata della rete di sorveglianza clandestina messa in piedi da Washington, con la sensazionale notizia che persino la cancelliera tedesca Angela Merkel era intercettata dalla NSA.

Un altro elemento degno di nota, è che in questi colossali programmi di spionaggio mondiale gli USA abbiano scelto d’operare assieme agli alleati anglosassoni (i cosiddetti “Cinque Occhi”, Five Eyes), riducendo gli alleati non anglosassoni (come l’Europa continentale) a oggetto (vittime) dello spionaggio.

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